Puntata 3
Giunta dinanzi all’entrata di servizio del «Carmen del azahar», aprì la porticina che dava accesso al giardino. Aveva fatto pochi passi sul lastricato che conduceva alla casa, quando la cuoca uscì dalla cucina e le venne incontro. Camminava a passetti marziali, facendo ballonzolare i rotoli di grasso, tutt’uno con l’incontenibile seno, anche quello ondeggiante. Lola trattenne a stento una risata, che riuscì a mascherare con un sorriso di saluto. Le consegnò il paniere, che la donna prese con fare altezzoso mentre al contempo le ridava brusca quello vuoto del giorno prima, senza rivolgerle nemmeno una parola. La garzona girò su sé stessa e uscì, dicendosi — come tutte le mattine — che con quel caratteraccio era impossibile che cucinasse bene, perché «la mala leche», l’acredine, passa al cibo. Riprese il cammino; dopo pochi metri una delle ruote s’incastrò nell’acciottolato e Lola si sbilanciò. Fece leva sulle braccia, cercando disperatamente di mantenere in equilibrio il carico. Filoni di pane, pagnotte e panini al latte (i deliziosi «suizos») sarebbero rovinati a terra se un uomo non fosse accorso in extremis ad assicurare s il carretto. Nel momento stesso in cui lo ringraziava, guardandolo in volto, la ragazzina rabbrividì.